Se dico “vino bianco italiano”, a cosa pensa? Molto probabilmente al Pinot Grigio. O al Soave. Vera star degli anni ’70 e ’80 – soprattutto negli Stati Uniti – oggi il Soave viene talvolta descritto come un vino neutro, o addirittura noioso o anonimo.
Il Soave è un vino interessante, un’ottima alternativa al Sauvignon Blanc o allo Chardonnay. La sua mineralità e la sua vivace acidità derivano dai terreni del Soave – una piccola area dell’Italia settentrionale composta da vigneti collinari. Il vino è prodotto principalmente con uva Garganega – e il disciplinare DOC stabilisce che almeno il 70% del vino debba provenire da Garganega. Chardonnay, Trebbiano di Soave e Pinot Bianco possono costituire il restante 30%.
Un po’ di storia…
La sua popolarità di un tempo era dovuta a un marketing aggressivo e alla produzione di massa, che ne hanno determinato quello “status predefinito” che in seguito ha contribuito alla sua cattiva reputazione. La ragione di tutto ciò? Una domanda estremamente elevata, che portò alla decisione di piantare vigneti al di fuori dell’originaria zona collinare e vulcanica. Queste aree esterne non erano altrettanto adatte all’uva Garganega (base del Soave) e finirono per dare al vino la reputazione di prodotto economico e di bassa qualità. Oggi il Soave resta uno dei bianchi di riferimento in Italia, ma sta ancora lentamente riconquistando il favore dei consumatori altrove.
Come scegliere il Suo Soave?
Molti concordano sul fatto che sia importante distinguere tra Soave Classico e il Soave comune. Quest’ultimo – chiamato anche Soave Colli Scaligeri – viene prodotto al di fuori della zona storica originale, mentre le uve del Soave Classico provengono dai vigneti collinari della regione del Soave. Quando sceglie il Suo Soave, il nostro consiglio principale è quindi di cercare la dicitura “Classico” sull’etichetta, per gustare un vino con più personalità e complessità rispetto a quello ottenuto da uve coltivate nelle pianure fuori dalla zona ufficiale.
Come gustare il Suo Soave?
“Il Soave è come quell’abito blu sempre affidabile nell’armadio. È il vino su cui può sempre contare per accompagnare qualsiasi piatto.” Così Leonildo Pieropan, uno dei produttori di Soave più apprezzati, definisce questo vino. È un vino da leggero a medio corpo, spesso associato a note di mandorla e agrumi. A seconda dell’età e del vigneto di provenienza, il Soave può offrire anche sapori fruttati e intensi di miele, oppure toni minerali e secchi. La sua struttura lo rende un vino molto versatile a tavola, che si abbina particolarmente bene ai frutti di mare, ai piatti di verdure o anche a un ottimo pollo arrosto. Lo provi con un risotto ai gamberi o, più semplicemente, con una quiche: Le garantisco che sarà un abbinamento delizioso. E naturalmente può gustare il Soave anche in modo più tradizionale, accompagnandolo con antipasti italiani – formaggi, salumi conservati e verdure arrosto.
Sebbene il Soave sia noto come vino bianco secco, può anche scoprirne il lato più dolce con un Recioto, uno stile di Soave dolce a fermentazione lenta, perfetto come vino da dessert. Se desidera più bollicine, provi lo Spumante, il Soave nella sua versione frizzante.